“Antonio ferroviere”
di Alessandro Quadretti, (Italia, 2007, 12' )

Cronaca di un infortunio sul lavoro, tra le contraddizioni di un sistema sociale in crisi d'identità e il dolore e coraggio di un capotreno. Cronaca di un infortunio sul lavoro, tra le contraddizioni di un sistema sociale in crisi d'identità e il dolore e coraggio di un capotreno.
Il cortometraggio, affronta la vicenda del gravissimo infortunio sul lavoro occorso nel 2006 al Capotreno di Bologna ANTONIO DI LUCCIO nella stazione di Piacenza.
E' un cortometraggio realizzato dal regista forlivese ALESSANDRO QUADRETTI , il quale lo ha presentato alla rassegna “Corto sicuro” seconda edizione indetto dall'ANMIL, dove si è classificato al terzo posto.
Le morti bianche, ma anche gli infortuni, la precarietà, il lavoro nero, quello minorile e degli immigrati: questi gli argomenti che giovani registi e autori alle prese con la realizzazione di un cortometraggio sulla sicurezza nel luoghi di lavoro per la seconda edizione di "CortoSicuro", il Concorso nazionale dell'Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), sono stati premiati il 28 giugno 2007.
E' un documento significativo, che per il particolare impatto emotivo e messaggio, sta ottenendo importanti riconoscimenti di pubblico e critica in numerosissime rassegne cinematografiche in Italia ed in Europa.
Alessandro Quadretti
Nato a Forlì nel 1974, Alessandro Quadretti, si laurea in Storia Contemporanea all'Università di Bologna
e successivamente si diploma nel corso biennale di Regia presso la Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media di Milano.
Ha diretto un mediometraggio, L'acqua sulla pelle (2007) e diversi cortometraggi, tra cui Insideout,
vincitore del Concorso a tema fisso al Bellaria Film Festival 2005
e Come mi vuoi, vincitore del Premio Tregisti alla Festa Internazionale del Cinema di Roma 2006. È inoltre regista di spot e videoclip e docente di corsi e workshop di storia e linguaggio del cinema.
A seguire
“Giuseppe Di Vittorio. Voci di ieri e di oggi”
di Carlo Lizzani e Francesca Del Sette, (Italia, 2007, 52' )

Documentario scritto e diretto da Carlo Lizzani (in collaborazione con la giovane regista Francesca Del Sette), ispirato alla vita e alle opere del grande sindacalista pugliese, Giuseppe Di Vittorio, realizzato in occasione dei 50 anni dalla sua scomparsa. Il video racconta il leader sindacale usando le voci dei testimoni dell'epoca, dei protagonisti intervistati per l'occasione (Baldina Di Vittorio, Guglielmo Epifani, Vittorio Foa, Emanuele Macaluso, Giuseppe Papa, Adolfo Pepe, Michele Pistillo, Michele Sacco e Oscar Luigi Scalfaro) e dei ragazzi che oggi vivono a Cerignola, il suo paese natale.
Un racconto polifonico diretto a quattro mani da un regista "storico" e una regista emergente, Carlo Lizzani e Francesca Del Sette ovvero maestro e allieva, passato e presente, attenzione alla storia e sguardo impietoso sul presente incerto in cui Di Vittorio rimane un'icona non troppo sbiadita.
Le riprese sono state effettuate a Roma, a Cerignola, paese natale di Di Vittorio, a Ortanova, nella masseria in cui ha lavorato e a Lucera nel carcere dove è stato rinchiuso, contemporaneamente al lavoro di montaggio sul materiale di repertorio. Il documentario si avvale, inoltre, della preziosa collaborazione del Maestro Nicola Piovani per le musiche.
La produzione esecutiva è stata affidata alla Felix Film, società di produzione indipendente con una lunga esperienza nella realizzazione di documentari d'autore di successo internazionale.
L'affermazione del valore sociale e culturale del lavoro è stato il principio che ha sempre ispirato e accompagnato l'azione sindacale di Di Vittorio; l'autonomia, la democrazia e l'unità del sindacato sono stati i suoi principali obiettivi. Pur vivendo una stagione assai difficile, segnata da tensioni ideologiche stridenti legate al sottile equilibrio bipolare della guerra fredda, Di Vittorio lavorò sempre per l'unità di tutti i lavoratori, dalla quale faceva derivare anche l'unità sindacale; a suo avviso, solo in questo modo sarebbe stato possibile difendere l'interesse generale della classe lavoratrice, lottando efficacemente per la sua emancipazione.
Carlo Lizzani
Regista, sceneggiatore, storico del cinema, scrittore, operatore culturale, dedica la sua vita al cinema sin dagli esordi della sua attività professionale.
Tra le sue opere più note: “Lo svitato”, “Il gobbo”, “Il processo di Verona”, “La vita agra”, “Lutring”, “Banditi a Milano”, “Crazy Joe”, “Mussolini ultimo atto”, “San Babila ore venti”, “Fontamara” (1° premio Festival di Montreal 1980), “Caro Gorbaciov” (premio del Senato Festival di Venezia 1988), “Cattiva”, “Celluloide” (3 David nel 1996), “Maria Josè: l'ultima regina”. Carlo Lizzani dedica inoltre una parte rilevante della sua vita professionale al documentario d'arte e di viaggio. Tra gli altri: “Luchino Visconti” (evento speciale Festival del Cinema di Venezia 1999), “Roberto Rossellini” (Evento Speciale Festival di Montreal 2001). Laureato Honoris Causa all'Università di Torino.
Francesca Del Sette
Ha diverse regie al suo attivo tra corti e documentari, e della sua esperienza dice "è per me un grande segno della nostra reciproca stima poter firmare un lavoro insieme. Io e Carlo siamo molto diversi ma altrettanto concordi su quello che vogliamo da questo documentario: raccontare Di Vittorio a chi non lo conosce, ricordarlo a chi lo ha amato e lo ama, insegnarne il modello trasferendolo nel contesto dell'oggi, contestualizzarne l'attualità della filosofia e passare il testimone nella staffetta del suo intramontabile pensiero nella speranza di poter contribuire al miglioramento del nostro paese".